Morte Luverà, Nizzari: “Paolo Chiappalone l’autore del mio tentato omicidio”
Ott 25, 2012 - redazione
La causa di separazione del presunto killer con la moglie al centro della diatriba. Ecco il verbale di interrogatorio integrale ai magistrati di Palmi dell’avvocato scampato all’agguato
Morte Luverà, Nizzari: “Paolo Chiappalone l’autore del mio tentato omicidio”
La causa di separazione del presunto killer con la moglie al centro della diatriba. Ecco il verbale di interrogatorio integrale dell’avvocato scampato all’agguato
Il 30 settembre 2011 NIZZARI Francesco si presentava spontaneamente al P.M.
per rendere dichiarazioni circl?- il suo tentato omicidio (allegato nr.31).
Riferiva di essere convinto che autore dell’aggressione ai suoi danni era da
identificarsi in CHIAPPALONE Paolo, coniugato con PIRROTTA Annunziata detta
Nancy, sua cliente che aveva assistito nella causa di separazione dal mwito
dinanzi al Tribunale di Palmi.
Di seguito le dichiarazioni del NIZZARI ,
“Sono convinto che l’aggressione da me subita può tròvare la mia origine nella mia
attività professionale ………. mi riferisco al rancore che credo nutra nei miei confronti
tale CHIAPPALONE Paolo, già sposato con Nancy PIRROTTA, mia cliente che
seguivo e seguo per la causa di separazione con il marito ……… Da quando è iniziata
la volontà della PIRROTTA di separarsi il CHIAPPALONE ha sempre cercato di
opporsi alle condizioni imposte dalla moglie, facendo anche a me rimostranze su
tale condizioni, ritenendomi forse il suggeritore in quanto anche suo legale. Spesso
nella pendenza della causa di separazione il CHIAPPALONE mi ha chiamato
cercando di influire anche sulle mie determinazioni di avvocato e io ho sempre
risposto fermamente che avrei comunque proseguito nel difendere gli interessi della
mia cliente: ……………. n periodo in cui mi riferisco è l’anno 2009; la causa di
separazione che poi è divenuta consensuale si è conclusa in quell’anno a
condizioni, specie per quanto riguarda l’assegnazione della causa coniugale, che il
CHIAPPALONE ha sempre energicamente contestato”, tanto è vero che nell’anno
2010, il CHIAPPALONE ha fatto ricorso per la modifica delle condizioni di
separazione, ricorso che veniva rigettato a fine ottobre 2010 con la condanna del
CHIAPPAL0NE a rifondere le spese legali sostenute dalla ex moglie (ricorso
iscritto al numero R. G. 63 j 20 10, discusso all’udienza del 8 j 10 j 2010 e rigettato
con decreto del 19j1Oj201).
Tra il 6 o il 7 del mese di Novembre, il NIZZARI aveva ricevuto una telefonata dal
CHIAPPALONE, che gli chiedeva di rinunciare al pagamento delle predette spese
legali e soggiungeva di avere avuto l’impressione che questi non fosse soddisfatto
delle risposte avute e che, probabilmente, si fosse anche sentito umiliato in
quanto il legale aveva detto all’uomo che avrebbe anche rinunciato alle spese
legali se egli avesse smesso di avanzare pretese infondate nei confronti dell’ ex
mo lie.
Ad avvalorare le sue paure ed i suoi sospetti, NIZZARI raccontava al P.M. due
episodi: in particolare, aveva incaricato di seguire la vicenda la sua collaboratrice
di studio Nunzia LOVECCHIO e costei gli aveva riferito di avere incontrato
casualmente il dotto MELISSARI che le aveva raccontato che nel mese di marzo
2011 il CHIAPPALONE si era presentato presso il suo studio dentistico a Palmi,
ove la sua ex moglie era impiegata come assistente, chiedendogli con tono
minaccioso di licenziare la donna e minacciandolo che se non l’avesse fatto gli
sarebbe toccata la stessa sorte dell’avvocato.
Ed ancora: tra il mese. di giugno e luglio 20 Il il CHIAPPALONE si sarebbe
presentato presso l’abitazione di PIRROTTA Domenica (sorella di Annunziata)
attendendo che il marito di costei si fosse recato al lavoro e, quindi, le avrebbe
rivolto esplicite minacce dello stesso tenore di quelle fatte al dottore MELISSARI e
cioè che sarebbe anche a loro toccata la stessa sorte dell’avvocato della
propria moglie.
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Tribunale di Palmi
Sezione dei Giudici per le indagini preliminari
Le indagini a questo punto proseguivano al fine di verificare e riscontrare quanto
riferito dal NIZZARI (al [me ,della ricerca del movente dell’azione delittuosa) ed
emergeva che il predetto legale aveva assistito la PIRROTTA nella causa di
separazione dal marito CHIApPALONE, separazione omologata dal Tribunale di
Palmi in data 14/12/2009 e che in data 17/2/2010 l’indagato aveva presentato
un ricorso per la modifica delle condizioni di separazione ed in particolare per
ottenere, previo frazionamento, l’assegnazione pro quota della casa coniugale,
abitazione che solo due mesi prima (omologa ael 14/12/2009) era stata
assegnata, in virtù di accordo delle parti, alla moglie.
Detto ricorso veniva respinto con decreto del 19/10/2010, con condanna del
CHIAPPALONE a rifondere le spese legali sostenute dalla moglie.
Fin qui, dunque, le dichiarazioni del NIZZARI sono state perfettamente
riscontrate.
Molteplici riscontri vi sono poi circa il risentimento provato dal CHIAPPALONE nei
confronti della ex moglie e del di lei avvocato, per le condizioni della separazione
ed in particolare per l’assegnazione della casa alla donna, risentimento palesato
dalla pre.seRtazione del ricorso per la modifica delle condizioni della separazione,
e anche ai suoi figli l’uomo non aveva nascosto la rabbia provata nei confronti
dell’avv. NIZZARI.
CHIAPPALONE Alessja, figlia dell’indagato e della PIRROTTA, ha dichiarato:
» ‘a seguito della causa di separazione la casa di famiglia, quella sita
in via macello, è stata assegnata dal tribunale a mia madre ed a noi
figli; questa situazione non è mai stata accettata da mio padre il
quale in diverse occasioni ha protestato nei confronti di mia madre, ritenendo
iniqua tale sentenza e reclamando la proprietà dell’immobile’;
» ‘ricordo che in diverse circostanze mio padre si è dimostrato molto irritato per
tale vicenda e ricordo anche che in una occasione ci disse che non
appena mio fratello Francesco avesse compiuto 18 anni, noi
~ saremmo dovuti uscire di casa; preciso che il risentimento era rivolto
esclusivamente a mia madre e non a noifigli’.;
» ………………. posso dirvi però che in alcuni suoi sfoghi mio padre se la
rendeva con mia madre ma anch
ritenuto responsabile di avergli fatto perdere le cause nonché la
casa.
» Ora che ricordo bene posso dirvi che mio padre uno o due giorni dopo la
conclusione della causa, era il mese di novembre 2010, mio padre
chiamò l’avvocato di mia madre a cui doveva pagare le spese
processuali, e gli ha chiesto di rinunciare a tali soldi poiché non al
momento versava in stato di difficoltà patrimoniale.
e e lchiarazioni di CHIAPPALONE Alessia – sulla cui attendibilità non vi sono
ragioni di dubitare, in quanto certamente non animata da intenti vendicativi nei
confronti del padre che anzi nel corso della deposizione tendeva a tutelare
affermando che aveva il difetto di parlare troppo, ma che non era certamente in
grado di commettere un azione tanto grave- trovano riscontro alcuni punti
fondamentali:
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‘. ~
Tribunale di Pa,lmi
Se~io,ne dei Giudici per le indagini preliminari
1) la rabbia provata dal padre per l’assegnazione della casa alla ex moglie;
2) la convinzione che la responsabilità di tale assegnazione fosse dell’avv.
NIZZARI, che difendeva la PIRROTTA nella causa civile di separazione;
3) la telefonata dell’inizio novembre 2010, e dunque pochi giorni prima
dell’agguato, fatta dal padre per chiedere al NIZZARI di rinunciare alle spese
legali.
I superiori elementi riferiti dal NIZZARI al P.M. trovavano, dunque, un valido
riscontro esterno nelle parole della figlia dell’indagato.
La rabbia e la frustrazione provata dal CHIAPPALONE in quel difficile periodo
della sua esistenza trovano del resto riscontri nei manoscritti trovati a casa dello
stesso indagato (contestualmente all’interrogatorio di CHIAPPALONE Paolo,
veniva eseguita una perquisizione domiciliare delegata da codesta A.G. presso
l’abitazione di via XXN Maggio nr. 50 ove il CHIAPPALONE dimora unitamente ai
genitori), in. cui lo stesso manifesta tutto il suo rancore verso la moglie, colpevole
di averlo danneggiato economicamente facendogli accettare delle condizioni di
separazione inique.
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