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Sanità, Mimmo Tallini interviene sulla vicenda della Fondazione Campanella

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“La vicenda della Fondazione Campanella è la dimostrazione lampante dell’impotenza di un Esecutivo regionale che, pur riconoscendone a parole l’eccellenza sanitaria, non sa individuare risposte ai problemi e così si limita a dare l’estrema unzione”.
Lo afferma il consigliere regionale dell’opposizione Mimmo Tallini, che aggiunge: “Non è lavandosi le mani, dinanzi a problemi che investono centinaia di lavoratori, che si onora il mandato elettorale ricevuto. Adesso, visto che i 250 lavoratori sono stati travolti dall’incapacità politica, si smetta con l’elogiare a parole la loro professionalità e si veda piuttosto come concretamente poter garantire la prosecuzione del loro rapporto di lavoro. Per esempio, si potrebbero subito individuare delle corsie preferenziali per assumere, nei posti messi a concorso l’altro giorno nella sanità, le professionalità della Fondazione. I calabresi – spiega Tallini – non vogliono dilettanti allo sbaraglio alla guida della Regione, ma politici in grado di assumere la responsabilità di governare anzitutto le emergenze. La storia della Fondazione è lunga, ma finora, con alti e bassi, se ne è sempre consentita la prosecuzione, garantendo la prosecuzione di un’esperienza sanitaria di cui la Calabria, specie nell’oncologia, ha assoluto bisogno”.
Conclude Tallini: “C’è voluto la Presidenza Oliverio ed il sopraggiungere di una politica attendista che dopo tre mesi non è neppure in grado di dotarsi di una Giunta intera e che, anzi, con scelte azzardate ha paralizzato la burocrazia regionale, per far perdere alla Calabria una sfida sanitaria di ottimo livello, utile per frenare l’emigrazione sanitaria ed apprezzata dai pazienti oncologici e dai calabresi”.