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Saccomanno (Lega), “il rigassificatore di Gioia Tauro per far crescere la Calabria e non può essere condizionato dalle cosche o dai NO strumentali della sinistra”

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La Calabria ed il Sud non hanno bisogno di continui NO, ma la inderogabile necessità, invece, di percorrere strade di progresso e di investimenti per sviluppare economia, crescita ed occupazione. Il rigassificatore, per come progettato, non ha, assolutamente, ragioni di preoccupazione e potrebbe dare una spinta rilevante per creare un polo di sviluppo nell’area portuale. Si legge, inverosimilmente, che “l’autorizzazione alla costruzione a Iren e Sorgenia è del 2012, ma c’erano dubbi già nel 2008, nella prima relazione parlamentare sulla ‘ndrangheta che raccontava <<… la capacità delle cosche di utilizzare le strutture portuali. Se non si pone rimedio, tale situazione è inevitabilmente destinata ad aggravarsi in relazione agli ingenti investimenti …>>. Primo nell’elenco <<… l’impianto per la rigassificazione …>>, cui <<… si accompagnerebbe la cosiddetta piastra del freddo …>>. A testimoniare l’interesse delle cosche sono alcuni fascicoli processuali. In un processo a Locri c’è un verbale di interrogatorio del collaboratore di giustizia Marcello Fondacaro che il 6 dicembre 2018 ai PM fa i nomi di alcuni imprenditori della Piana che <<… stavano portando avanti un progetto … di questa cosa all’interno del porto …>>”. Mi chiedo e chiedo ai tanti giornalisti o politici che scrivono queste cose se stanno in terra o su Marte! È noto, elementare, chiarissimo che dove vi sono dei flussi di denaro, risorse e lavori, la ‘ndrangheta, come tutte le mafie, accendono la lampadina per cercare il guadagno facile e condizionare le imprese ed i lavori. Ma, questo non vuol dire, non può far considerare, non è tollerabile, solo pensare che un’opera di tale rilievo non si debba fare perché ci potrebbe essere l’interessamento della ‘ndrangheta! Questa è follia pura! Può uno Stato civile e democratico piegarsi a tali logiche perverse? Può rinunciare allo sviluppo di un territorio per paura? Può abbandonare i cittadini perché teme il condizionamento delle mafie? La risposta è una sola e deve essere gridata: NO. Lo Stato non si piega e va avanti con coraggio ed assumendo tutte le necessarie contromisure. Seguire una logica indicata dalla sinistra vuol dire lasciare un territorio nell’arretratezza, nella povertà, nella disoccupazione, nel degrado sociale e tecnologico, in sostanza proseguire nel percorso di abbandono che finora il Sud e la Calabria hanno subito. E proprio per queste ragioni il rigassificatore, come tutte le altre opere infrastrutturali, devono essere realizzate al Sud e in Calabria, per dimostrare che lo Stato esiste, che non ha paura di nulla, che tali territori devono essere salvaguardati, tutelati e aiutati a crescere. La ‘ndrangheta si combatte decisamente, con forza e coraggio, e non si convive supinamente per paura o altro. Bisogna, quindi, andare avanti e continuare a sostenere il coraggioso lavoro del Ministro Salvini e del Presidente Occhiuto che non temono e combattono a viso aperto per sconfiggere il malaffare e per dare al Sud e alla Calabria ed alla Nazione intera quella normalità che è stata negata, finora, dalla sinistra, che vorrebbe lasciare questi territori nel degrado, in povertà e senza alcuna speranza.     

Giacomo Francesco Saccomanno – Avvocato, già Commissario regionale Lega e Sindaco del Comune di Rosarno.