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Il caro benzina distrugge il portafoglio delle famiglie e delle aziende calabresi

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La benzina e il gasolio sono i carburanti più usati per le automobili, ed anche in ambito industriale si fa largo uso di prodotti petroliferi, per tutti questi motivi il caro carburanti sta diventando una vera e propria piaga sociale in grado di mettere in ginocchio le già disastrate economie dei paesi occidentali

di Nino Bixio

Il caro benzina distrugge il portafoglio delle famiglie e delle aziende calabresi 

La benzina e il gasolio sono i carburanti più usati per le automobili, ed anche in ambito industriale si fa largo uso di prodotti petroliferi, per tutti questi motivi il caro carburanti sta diventando una vera e propria piaga sociale in grado di mettere in ginocchio le già disastrate economie dei paesi occidentali

 

 

REGGIO CALABRIA – Negli ultimi tempi, aggravata dalla crisi economica dilagante in Italia e nel Mondo, la situazione finanziaria dei popoli occidentali è drasticamente peggiorata. Il potere d’acquisto dei salari è diminuito e paradossalmente il prezzo della vita pian piano si sta innalzando, costringendo, una percentuale sempre maggiore di famiglie, a fare rinunce per arrivare a fine mese.
Oltre a questa situazione già di per sé seria, un altro fattore che influenza la tenuta economica di famiglie ed imprese è diventato, negli ultimi mesi, il caro carburanti. Il carburante è diventato infatti ormai una delle risorse imprescindibili della nostra vita quotidiana. La benzina e il gasolio sono i carburanti più usati per le automobili, ed anche in ambito industriale si fa largo uso di prodotti petroliferi, per tutti questi motivi il caro carburanti sta diventando una vera e propria piaga sociale in grado di mettere in ginocchio le già disastrate economie dei paesi occidentali. Inutile dire che pian piano tutte le economie mondiali stanno facendo retromarcia per evitare di basare tutte le risorse energetiche sul petrolio. Sarà uno sforzo che non richiederà pochi mesi, sarà lungo e lento anche per non creare ancora più scompiglio a fabbriche automobilistiche o inerenti alla raffinazione del petrolio.
Ma perchè il petrolio sale? e perchè continua a salire?
Leggi di mercato, compravate e studiate da tutti gli economisti, affermano che se l’offerta è minore alla domanda il prezzo sale: nessuno sa’ quanto petrolio c’è ancora nei giacimenti sparsi per il mondo, ma sappiamo quello che viene estratto e proposto agli acquirenti. Se si estrae una quantità minore del fabbisogno mondiale, ci sarà più sete di petrolio e l’aumentare della richiesta aumenterà inevitabilmente il prezzo di scambio. Ovviamente, il programmare di estrarre meno petrolio per far alzare i prezzi è un’operazione di mercato decisamente illegale e truffaldina, ma in un caos economico come quello che stiamo vivendo, potrebbe essere sottovalutata e non adeguatamente contrastata, e da qui deriva l’innalzamento dei carburanti. Poi, è quasi inutile ribadirlo perchè lo sappiamo tutti: gran parte del prezzo del petrolio raffinato racchiude i costi di lavorazione, i costi di trasporto, ma soprattutto, almeno per l’Italia, almeno 70 centesimi al litro di tasse. Quindi se paghiamo 1,50euro, più della metà finisce nelle tasche dello stato….speriamo almeno che serva a sanare il debito pubblico…

Volevo, anche, precisare che non è mia intenzione essere polemico riguardo questo argomento, molte sono le notizie che confermano un lento esaurimento del combustibile fossile indispensabile per il mondo, quindi questo è sicuramente la motivazione più creduta e spacciata per vera, dal mondo e dai commercianti di petrolio.
Unica soluzione: farsi un grande esame di coscienza e capire quanta benzina sprechiamo inutilmente , ogni giorno, anche solo per fare 300 metri con la macchina. I sistemi per distaccarsi definitivamente dal petrolio, il quale inquina la nostra aria e arricchisce pochi avidi imprenditori, devono partire direttamente dal consumatore, il quale dovrebbe lui per primo distaccarsi dalla benzina, solo così potremmo avere un reale cambiamento.

Mi rendo conto che la ricetta è dura ma non abbiamo alternative in ogni caso dobbiamo fin da subito far sentire sul collo delle compagnie petrolifere che gli italiani si muovono

Si sente dire che la benzina aumenterà ancora fino a 1.60 Euro al litro. Ecco come…. La parola d’ordine è ‘colpire il portafoglio delle compagnie senza lederci da soli’. 
Posta l’idea che non comprare la benzina in un determinato giorno ha fatto ridere le compagnie (sanno benissimo che, per noi,si tratta solo di un pieno differito, 
perché alla fine ne abbiamo bisogno!), c’è un sistema che invece li farà ridere pochissimo, purché si agisca in tanti. Petrolieri e l’OPEC 

I consumatori possono incidere moltissimo sulle politiche delle aziende: bisogna usare il potere che abbiamo. La proposta è che da qui alla fine dell’anno non si compri più benzina dalle 2 più grosse compagnie.
 Se non venderanno più benzina (o ne venderanno molta meno), saranno obbligate a calare i prezzi.
 Se queste due compagnie caleranno i prezzi, le altre dovranno per forza adeguarsi
Coraggio, diamoci da fare!!!
buona serata a tutti

Nino Bixio