Mentre in Parlamento l’iter legislativo del Ddl scuola procede senza
interruzione, a colpi di sorda e ormai muta maggioranza senza l’appoggio
delle parti coinvolte, lasciando quasi l’impressione che il PD sia
sostenuto dalla forza di ragioni incomprensibili ai più, ma altrettanto
ineluttabili, la lotta strenua ed indefessa dei docenti nella calura immota
di luglio continua e infiamma il web. Centinaia e centinaia di lettere
sulla pagina facebook del Presidente Mattarella richiamano e invocano
l’autorità del garante della Costituzione nella prospettiva che non firmi
il Disegno di Legge, migliaia di tweet dichiarano guerra aperta al PD,
perchè, anche se gli insegnanti non muovono cinquecento e più voti a testa
come i medici di famiglia, tuttavia sono oltre ottocentomila e con molto
meno impegno promettono che sottrarranno una cospicua fetta di elettorato
al partito traditore eletto col loro decisivo contributo sotto la bandiera
di Berlinguer e poi divenuto patrocinatore inesorabile dell’imprenditoria
assistita contro di loro e il popolo italiano. E poi decine e decine di
gruppi e comitati nati per contrastare in tutti i modi legali quello che
ormai diffusamente è sentito come un intollerabile abuso di autorità. Se
qualcuno poi non é ancora convinto dello share di Renzi, consigliamo di
andare a leggere i commenti pubblicati sotto gli articoli della sua pagina
facebook, veramente, se non ci fosse da piangere, ci sarebbe tanto, tanto
da ridere. Oggi l’ultima chicca: la disparità di peso da attribuirsi nei
concorsi pubblici ai laureati in base all’ Ateneo universitario. Una
legislazione in campo di istruzione e non, quella proposta da questo
governo, fatta per funzionare solo per gli imprenditori, per i ricchi, per
i forti, perchè sia loro consentito sfruttare, ricattare, licenziare,
sottopagare con la scusa della crisi. E siccome la gente non ha più soldi
da spendere in beni e servizi accessori, ecco farsi strada la strategia di
salvataggio dell’imprenditoria assistita: sfruttare la stessa
disoccupazione per obbligare le famiglie ad annegare nei debiti
spremendo loro le ultime gocce di sangue costringendole a mandare i propri
figli in scuole o universitá private, nella speranza di garantir loro un
futuro. Compagni di questo iniquo massacro del PD ai danni del popolo
italiano molti media compiacenti che soffocano e vanificano le voci del
dissenso, voci ormai traboccanti di sdegno che trovano invece conferma nei
recenti risultati elettorali, per chi li sa leggere. Risultati che
suggeriscono a molti del PD che in Parlamento appoggiano
incondizionatamente, anche con vari trucchetti il governo, che oggi
conviene definirsi “non renziani”, come a dire: ci dissociamo, ma per senso
di responsabilità ci dobbiamo adeguare. Quale senso di responsabilitá?
Verso chi? Verso i propri privilegi? Non si spiega e non si può spiegare
diversamente. Un governo così nefasto per il Popolo deve essere fatto
cadere proprio per senso di responsabilità! Ma forse questo forte governo
che asfalta e cancella anni di lotte non ha nulla da temere dalla folla,
perchè ha l’esecutivo nelle sue mani oltre che il potere legislativo?
Allora perchè continuamente sposta gli impegni istituzionali? Forse perchè
centinaia e centinaia di persone si sono organizzate con mezzi propri per
recarsi sui luoghi in cui si trama e si delibera contro di loro a gridare
le loro ragioni? Spostato il voto sul famigerato maxi-emendamento da
giorno 7 a giorno 8 luglio e spostata a data da destinarsi la convention
regionale del PD a Lamezia Terme prevista per il 5 luglio, dove noi del
Comitato per la scuola della Repubblica – Catanzaro e provincia ci eravamo
dati appuntamento. Ma la lotta anche per questo continua, anzi
si arricchisce di nuovi motivi ogni giorno! Prossimo appuntamento a cui
non mancare rimane il 7 luglio in Piazza Prefettura a Catanzaro, alle
17:30, dove si sottoscriveranno le adesioni al Comitato e si consegnerá al
Prefetto il documento costitutivo. L’operazione é importante ai fini della
raccolta delle firme per il Referendum abrogativo della riforma
Renzi-Giannini.Comitato per la difesa della scuola della Repubblica – Catanzaro e provincia