Il consumo di salumi, insaccati e, più generalmente, di carni lavorate, può provocare
il cancro e quello della carne rossa (agnello, maiale e vitello compresi) probabilmente
pure. E’ la conclusione cui giunge uno studio dell’Organizzazione mondiale della
sanità.Il fatto d’includere questi alimenti nella lista che comprende anche tabacco
e amianto non vuol comunque dire che siano altrettanto pericolosi, commentano gli
autori della ricerca.Il rischio di ammalarsi, si sottolinea ancora, è proporzionale
al quantitativo assunto. Il carcinoma del colon-retto, una delle forme tumorali più
diffuse, può essere una delle conseguenze. “Per un individuo, il rischio di sviluppare
il cancro del colon-retto a causa del suo consumo di carni lavorate rimane bassa,
ma il rischio aumenta con la quantità di carne consumata,” sottolinea Giovanni D’Agata,
presidente dello “Sportello dei Diritti [1]”. Il consumo di carne è probabilmente
uno dei molti fattori che contribuiscono ad alti tassi di cancro intestinale osservati
nelle Americhe, in Europa e Australia occidentale. Tuttavia, si osserva che “non
vi è prova del fatto che i vegetariani nel mondo hanno un minor rischio di cancro
al colon rispetto ai mangiatori di carne. Possiamo e dobbiamo mangiare carne, ma
dobbiamo farlo in modo ragionevole.