Il Ministero della Salute, in data di ieri ha diffuso un comunicato nel quale ha
fatto conoscere le determinazioni della Commissione Europea in relazione a quello
che ormai è un vero e proprio scandalo globale dell’alimentare, quale quello
delle uova e ovoderivati contaminate all’insetticida Fipronil. Di seguito il testo
del comunicato che illustra, senza entrare nel dettaglio, la strategia che verrà
adottata dall’UE, ma anche dagli stati membri per tutelare la salute dei consumatori
e secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, anche
per evitare di gettare benzina sul fuoco sugli allarmismi che si sono sviluppati
anche a causa dei ritardi da parte delle autorità sanitarie, su tutte il nostro
Ministero della Salute che dopo i sequestri effettuati negli ultimi giorni, da Nord
a Sud, ha dimostrato di aver errato nella valutazione del problema. È chiaro, però,
che con una strategia complessiva europea, con l’intensificarsi dei controlli a
tutti i livelli ed un’implementazione più rapida di allerte, richiami e ritiri
come quelli preannunciati, i consumatori adesso potranno stare più tranquilli. “Ha
avuto luogo oggi a Bruxelles la riunione del Comitato PAFF, nella Sezione che si
occupa della sicurezza tossicologica nella catena alimentare. La riunione era stata
convocata per discutere di aspetti tecnici correlati alla crisi interessante gran
parte dell’Unione Europea, conseguente alla contaminazione da fipronil in allevamenti
destinati alla produzione di uova. Sono state assunte decisioni miranti a garantire
una maggiore omogeneità nell’approccio al problema e nelle iniziative assunte dagli
Stati Membri. In particolare sono stati precisati i termini per la notifica delle
allerte nel sistema europeo e il conseguente avvio delle procedure di ritiro e richiamo,
le modalità di gestione degli animali e delle uova negli allevamenti interessati
dalla contaminazione, sono stati stabiliti i fattori di concentrazione da applicare
per la valutazione di conformità degli ovoprodotti. Inoltre, la Commissione europea
ha chiesto agli Stati Membri di raccogliere dati nell’ambito di un piano di monitoraggio
ad hoc per il settore delle ovaiole in allevamento, sulle uova e sulle carni di ovaiole
al mattatoio, per la ricerca anche di altri potenziali antiparassitari contaminanti.
Infine è stato richiamato l’obbligo degli operatori del settore alimentare di adottare,
alla luce delle comunicazioni sin qui diffuse, misure idonee ad assicurare l’immissione
sul mercato di prodotti sani e sicuri. Il Ministero della salute italiano ha attivamente
partecipato alla discussione, descrivendo le iniziative già assunte, esprimendo
la propria posizione favorevole alla più ampia armonizzazione dell’approccio alla
crisi e assicurando la piena disponibilità a proseguire nell’attività, in collaborazione
con le altre strutture del sistema di sicurezza alimentare nazionale e comunitario,
anche sulla base di quanto deciso oggi.”