La motivata e coerente posizione del No, espressa in seno al consiglio regionale dal consigliere Orlandino Greco in merito all’approvazione della legge-provvedimento sulla fusione Corigliano Calabro- Rossano, ha suscitato le ire del movimento Presila Unita.
Viene da sorridere al pensiero di dover rispondere su “fatti concreti” ad un articolo che rappresenta la più elementare, sommaria e scontata critica ad una politica che certo, specie sul territorio, non può esser riferita a L’Italia del Meridione, di cui Greco ne è espressione, ma proprio a quella politica che ha affiancato per mesi Presila Unita durante la campagna referendaria. Quella stessa politica che ha deciso di sopprimere la volontà popolare e ha cancellato qualsiasi azione e forma di programmazione necessaria in un processo tanto delicato e complesso come quello delle fusioni e che si trovano invece nella Proposta di Legge presentata dallo stesso Greco e Franco Sergio, che realizzerebbe fusioni consapevoli e strutturate e non come semplici “atti d’impulso”. Consapevolmente e fedele alla sua posizione il consigliere Greco ha sostenuto la volontà di quei cittadini (ricordiamo che un’intera realtà è stata inglobata pur avendo vinto il no!) che hanno espresso il loro voto contrario alla fusione di quei cinque territori che oggi sono diventati i Casali del Manco. Modo di fare politica alquanto solitaria ma che non manca certo di concretezza e che muove da constatazioni reali e oggettive delle situazioni come quella a dir poco assurda e confusa che stanno vivendo le realtà territoriali dei Casali del Manco.
Un fatto concreto è che la fusione è stata realizzata senza uno studio di fattibilità necessario e prioritario; altro fatto concreto è che è sorta senza alcuna simulazione di bilancio unificato a cui si aggiunge, ancora per la concretezza, la mancanza totale della pianificazione del personale comunale e di ogni altro tipo di servizio. Diverse sono le problematiche con cui i cittadini sono costretti a vivere già all’indomani della nascita di una città che ha perso la cognizione dello spazio e del tempo, per citarne soltanto alcuni: l’impossibilità di gestire raccolta rifiuti ed acqua pubblica come previsto, raddoppio dei tempi di attesa per qualsiasi documento, incapacità di imporre aliquote uguali in tutto il territorio (sono 5 aliquote diverse in un solo comune). Mancanza di un ufficio URP, aumento delle tariffe per il servizio scuolabus, chiusura dell’ufficio postale di Trenta e servizio dei vigili ad intermittenza per mancanza fondi, per non parlare della mancata consegna delle tessere elettorali a pochi giorni dalle votazioni. Che il giorno dopo le elezioni fosse tutto da costruire era sotto gli occhi di tutti ed è una critica mossa anche dal Commissario Prefettizio che ha dovuto richieder l’ausilio di ulteriori due sub commissari.
Dispiace, e crediamo dispiaccia ancora di più ai neocasalini favorevoli alla fusione, non aver trovato alcun riscontro delle azioni presentate in slide di Presila Unita, così tanto decantate, sponsorizzate ed elaborate anche con l’ausilio di eminenti professori universitari. IDM, e quindi chi la rappresenta, era presente agli Stati Generali di Presila Unita, duole non esser intervenuti ma la passerella era già abbastanza lunga, rappresentanze politiche e non di ogni dove avevano già abbastanza “fatti concreti” da sottoporre all’attenzione dei cittadini. Si può chiacchierare ma, ad oggi, amministra un commissario e tra qualche tempo Casali del Manco conoscerà la sua prima amministrazione; si può chiacchierare ma non si spaccino per “fatti concreti” ciò che al massimo possono confluire in slogan elettorali. IDM, è sempre disposta al dialogo e al confronto ma non certo a “chiacchierare” su argomenti importanti e cruciali come ambiente, lavoro, scuola e sull’esistenza stessa dei territori. Chiudiamo sottolineando che ricomporre il tessuto sociale, favorire l’unione dei cittadini, ora casalini, non è qualcosa che si può realizzare sopprimendo la volontà popolare e cancellando con un colpo di spugna ciò che hanno rappresentato intere comunità. È questa la peggior politica cui IDM non ha prestato il fianco; la peggior politica che ha affiancato invece, durante la campagna referendaria e anche nei momenti cruciali di scelta del Consiglio Regionale, proprio Presila Unita. Presila Unita non si preoccupasse, il consigliere Greco e L’Italia del Meridione ci sono e ci saranno sempre!
COORDINAMENTO PRESILA DE L’ITALIA DEL MERIDIONE