Indagine Rilancio: “La Mcs, attiva nel porto di Gioia Tauro, non lavora per le cosche”
Giu 15, 2011 - redazione
Lo afferma l’avvocato della società Pasquale Gallo, inoltrando una richiesta di rettifica alla nota stampa, diramata nella giornata di ieri dai Carabinieri
Indagine Rilancio: “La Mcs, attiva nel porto di Gioia Tauro, non lavora per le cosche”
Lo afferma l’avvocato della società Pasquale Gallo, inoltrando una richiesta di rettifica alla nota stampa, diramata nella giornata di ieri dai Carabinieri
Riceviamo e pubblichiamo:
Con riferimento alla richiamata nota stampa, giunta stamane a codeste spettabili testate, lo scrivente Avv.
Pasquale Gallo, difensore di fiducia di alcuni imputati erroneamente menzionati, con la presente intende
fornire delle precisazioni ritenute utili ai fini di un corretto esercizio del diritto di cronaca.
Pur rivolgendo un plauso all’operazione egregiamente condotta dai militari dell’Arma, appartenenti al
Reparto Operativo Speciale dei Carabinieri, è necessario sottolineare che il comunicato stampa ad essa
relativo è pregno di una grave imprecisione nella misura in cui collega l’odierna attività con altre precedenti.
Infatti, nell’affermare, cito testualmente “…L’indagine, sviluppata su più direttrici investigative, aveva già
consentito, con due distinti interventi operativi eseguiti nel 2009, di penetrare nel circuito economico della
cosca, con particolare riferimento alle operazioni di reinvestimento dei capitali illeciti in rilevanti attività
commerciali ed imprenditoriali nel Lazio e in Calabria…” risulta evidente che, chi ha scritto ha inteso
collegare detti interventi del 2009 alla presunta attività della cosca.
In particolare, si fa riferimento alla seguente circostanza:
“…il 29 maggio 2009, con la cooperazione della Polizia della Repubblica Ceca, è stata data esecuzione ad
un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della
locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 12 indagati per associazione per delinquere
finalizzata all’introduzione in Europa di ingenti quantitativi di merce contraffatta proveniente dall’estremo
oriente (Vietnam), aggravata dalla transnazionalità. Nella circostanza è stato eseguito un decreto di
sequestro preventivo degli uffici della società di import-export “M.C.S.- Mediterranean Container Service
Shipping s.r.l.”, attiva nel porto di Gioia Tauro (RC) ed utilizzata dal sodalizio per lo sdoganamento della
merce contraffatta…” .
Orbene, con riferimento a quest’ultima operazione, relativamente alla quale, ad oggi, è incardinato un
dibattimento dinnanzi alla I Sez. Collegiale del Tribunale di Roma, rispetto al quale, da lungo tempo, tutti
gli imputati non hanno alcuna misura restrittiva, c’è da sottolineare che non è mai emerso, neanche in
sede di indagini preliminari alcun collegamento con le persone destinatarie dell’odierno provvedimento.
Né, tantomeno, è mai stato contestato che la “M.C.S.-Mediterranean Container Service Shipping s.r.l.”,
attiva nel porto di Gioia Tauro (RC) svolgesse attività per conto di alcuna cosca o presunta tale.
Tant’è, e qui vi è un’ulteriore imprecisione, che l’Ordinanza di Custodia Cautelare venne richiesta dalla
Procura Ordinaria e non dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e mai è stata contestata l’associazione
a delinquere di stampo mafioso.
In sostanza, chi ha inviato la nota stampa ha fatto un po’ di confusione riunendo fatti e persone
assolutamente distinte e distanti tra di loro, individuando connessioni che non hanno alcun fondamento al
riscontro con la realtà.
Tanto vi dovevo
Cordialità
Avv. Pasquale Gallo
redazione@approdonews.it