Rende (Cs) – Questa mattina abbiamo portato in terza Commissione Territorio
e Ambiente il caso dell’interruzione idrica che ha interessato diversi
quartieri cittadini per tre giorni e che ancora ora mentre scriviamo sta
creando disagi in alcune zone (vedi Arcavacata). Una vicenda che pone molte
ombre sulla gestione idrica ad opera di privati nella nostra città. Prima
fra tutte sul ruolo della nuova società che è subentrata nella gestione (e
nella riscossione dei tributi) alla Società Acque Potabili Spa: la Acque
potabili servizi idrici integrati. Una Srl con capitale sociale di 200mila
euro che va a gestire un pacchetto compreso fra i 7 e gli 8 milioni di
euro. Com’è possibile?
Il contratto prevede la cessione del ramo d’azienda, ossia quello che è
avvenuto a Rende. Quali garanzie concede al Comune e ai suoi cittadini
questa nuova società composta, per quello che sono le informazione a nostra
disposizione, dagli stessi dipendenti della Società Acque Potabili Spa?
Il caso strano è che ieri dalla Sorical, contattata da molti cittadini che
lamentavano l’assenza prolungata di acqua, sono arrivati dei chiarimenti:
la rottura è stata riparata intorno alla mezzanotte di mercoledì, ora è il
Comune che deve provvedere a rimettere in circolo l’acqua in città. Perché
si è perso tutto questo tempo?
Da parte dell’amministrazione comunale una semplice comunicazione, postata
sulla pagina facebook ufficiale dell’amministrazione e sul sito internet
istituzionale, fra l’altro fuori tempo massimo, annunciava l’imminente
risoluzione del problema. Inutile andare a leggere i commenti al vetriolo
(alcuni anche eliminati dall’amministratore) di molti utenti che da due
giorni non riescono a comunicare col Comune, causa guasto alle linee
telefoniche e linea internet che potrebbe perdurare anche fino a martedì.
Un Comune allo sbando, che non riesce a fornire informazioni tempestive ai
propri cittadini e continua a portare avanti politiche di privatizzazione
dell’acqua. Siamo sicuri che assisteremo alla proroga di questo contratto
che scade, dopo 25 anni, a giugno del 2016. Di bandi e di gare o di
ripubblicizzazione del servizio idrico non se ne parla, soprattutto in
Consiglio.