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La notte di Palmi si colora di rosa

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Si è svolta a Palmi la Terza edizione della Notte Rosa, organizzata dal Presidente dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso e dalla Proloco di Palmi con il patrocinio del Comune e della Provincia.
Momento principale della manifestazione il convegno “Non Chiamatelo Amore Malato”, moderato dalla dott.ssa Maria Giovanna Ursida, presidente della Cooperativa ITACA e impegnata nel sociale da oltre 18 anni. Il messaggio lanciato nel corso dell’incontro è forte e univoco: “L’amore è rispetto dell’altro e condivisione, è il contrario dell’egoismo».
Da studi e ricerche emerge come la violenza non conosce confini geografici, limiti di età, livelli sociali, differenze culturali e razziali. E conseguentemente tali implicazioni si ripercuotono, oltreché sull’uguaglianza di genere, sull’inclusione sociale e sulla salute.
L’apertura della serata è stata affidata ai saluti del Presidente della Saffioti, che ha ribadito il costante impegno della SOMS per evidenziare come le conseguenze degli abusi si ripercuotono sulla salute mentale, sulle capacità riproduttive e sul rischio di morte e lesioni.
A seguire, il Presidente della ProLoco, Rocco Deodato si è soffermato sul tema di prevenzione e sensibilizzazione che vuole lanciare la “Notte Rosa”, conciliando in uno unico scenario cultura, spettacolo e condivisione sociale.
Il vicesindaco Giuseppe Saletta ha portato i saluti di tutta l’amministrazione, rimarcando come il Comune e la Provincia da tempo si costituiscono parte civile nei processi contro la violenza di genere. «Ovviamente – ha affermato Saletta – è necessario investire sulla formazione di genitori e insegnanti. Ma anche di tutte quelle figure che si occupano delle vittime di violenza, come i medici e le forze dell’ordine, è necessario un percorso di rieducazione di tutti alla Cultura della vita».
La dott.ssa Alessandra Kusterman (Coordinatore del SVSeD dell’Ospedale Mangiagalli di Milano) ha animato il dibattito illustrando un progetto in atto presso la clinica dove opera, un servizio gestito con specialisti in diverse discipline che collaborando con le forze dell’ordine hanno creato una rete di notevole supporto nell’ individuazione e la prima accoglienza di casi di violenza dentro e fuori le mura domestiche.
In chiusura l’attesissimo e qualificato intervento del dott. Sergio Caruso, criminologo clinico-forense e collaboratore della cattedra di neuropsichiatria dell’UniRoma, ha analizzato alcune strategie di contrasto alla violenza sulle donne. Caruso ha evidenziato come sarebbe possibile «prevedere i segnali di una relazione disturbata, poiché l’impeto che precede il gesto violento non viene dal nulla». Quindi, ha continuato elencando i tre concetti chiave su cui concentrare l’attenzione: «Prevenzione, progetti educativi, e riaffermare la bellezza dei sentimenti con interventi pedagogici mirati già in età evolutiva, attraverso l’educazione affettiva ed il Sostegno genitoriale, ma anche attraverso la formazione degli Operatori Sociali e delle Forze dell’Ordine».