Operazione “Ares”, scarcerato Elia Rocco

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In accoglimento dell’istanza avanzata dai difensori la Corte di Appello di Reggio Calabria,
Prima Sezione, ha scarcerato il rosarnese Elia Rocco, 45 anni, detenuto presso il carcere di
Rebibbia, concedendogli gli arresti domiciliari nella sua abitazione in Rosarno.
L’Elia, difeso dagli avvocati Andrea Alvaro e Giorgio Vianelli Accorretti, era rimasto coinvolto nel
procedimento penale denominato Operazione Ares, che aveva interessato oltre 60 imputati del
rosarnese. All’imputato veniva contestato di essere stato uno degli elementi di spicco di
un’associazione dedita al traHico internazionale di stupefacenti e riconducibile alla cosca
Grasso, radicata nella Piana di Gioia Tauro e riferibile alla società di Rosarno del mandamento
tirrenico della provincia di Reggio Calabria.
In primo grado all’Elia era stata comminata la pena di anni 20 di reclusione, così ridotta per la
scelta del rito abbreviato. Nel giudizio di appello la Corte aveva assolto l’imputato da plurimi
reati in materia di armi e stupefacenti, riducendo la pena ad anni 14 di reclusione. Avverso
quella decisione la difesa aveva interposto ricorso per Cassazione, parzialmente accolto.
All’esito dell’annullamento con rinvio disposto dalla Suprema Corte si è celebrato
recentemente il giudizio di rinvio davanti ad altra sezione della Corte di Appello di Reggio
Calabria, che ha ulteriormente ridotto la condanna nei confronti dell’Elia ad anni 10 e mesi 10
di reclusione (così aumentata per la contestata recidiva aggravata), assolvendolo da un
ulteriore capo di imputazione.
Dopo un periodo di latitanza l’Elia era stato arrestato nella Guyana Francese ed estradato in
Italia dopo un anno di carcerazione all’estero