Prosegue il progetto “Civitas” all’IIS R. Piria di Rosarno, presso la sede ITE di Laureana di Borrello. Un progetto tanto ambizioso quanto costruttivo di una coscienza civica che affonda le radici nella coesione sociale e cittadinanza attiva. Sin dai suoi esordi nel 2012, la Dirigente prof.ssa Mariarosaria Russo ha visto in “Civitas” la piattaforma ideale per abbattere ogni barriera fisica e architettonica che, nel caso dello sport, contribuisce fattivamente al raggiungimento di obiettivi socio-educativi e alla crescita umana, dato che a scuola si annulla ogni differenza tra alunni normodotati e diversamente speciali. Il sindaco di Laureana Alberto Morano aggiunge che oltre all’inclusione, lo sport contribuisce alla crescita psicofisica dei giovani. A introdurre i lavori, la prof.ssa Santa Spinelli che, nella duplice veste di docente e avvocato, racchiude il profondo senso di “Civitas” nel motto “lo stato siamo noi”, parafrasando in un’accezione positiva un detto che riassume, sotto una nuova luce, il significato di certe azioni che si fondono sul messaggio trainante di cittadinanza attiva e attenzione verso il delicato mondo dei minori, talora soggetti fragili uniti dal filo rosso dello sport. L’avvocato Donatella Nucera, presidente nazionale dell’associazione “Cammino”, accoglie da oltre 13 anni nuove proposte volte a tutelare i diritti fondamentale dei minori, sensibilizzando i giovani a crescere e maturare da cittadini consapevoli, un percorso pensato in termini di educazione, sensibilizzazione, prevenzione in nome della legalità, contro bullismo, devianza e discriminazione, il cui collante è lo sport. Ammaliati dalle parole del giornalista Giusva Branca, gli studenti ascoltano con interesse e curiosità due storie di responsabilità e di vera umanità contro la discriminazione razziale, facendo un balzo indietro nel tempo, prima nel 1936 ai Giochi Olimpici di Berlino dove la storia d’amicizia tra l’ariano Luz Long e il nero Jesse Owens si è trasformata in simbolo di umanità e amicizia senza barriere, o quando nel 1968 i due atleti neri Tommie Smith e John Carlos, ai Giochi Olimpici del Messico, alzando il pugno chiuso con guanto nero rivendicando il Black Power, appoggiati dal bianco Peter Norman, che pagò a caro prezzo l’affraternamento sportivo e umano con il collega nero. Il magistrato Paolo Ramondino, partendo dalla sua esperienza al tribunale per i minorenni, ribadisce che lo sport è alla base dell’art. 33 cost. divenendo un valore da declinare in tutti gli ambiti della vita sociale, educativa e sportiva, in quanto affermazione della propria personalità e principio di uguaglianza sostanziale (art. 3 cost.). Sport e inclusione/integrazione va inteso come un’attività aggregante, fatta di regole e fair play, come sottolinea la prof.ssa Saveria Violi, che coordina gli studenti dell’istituto Piria. Sono loro che prendono la parola e, partendo dalla loro esperienza. I giovani ritengono che lo sport sia uno strumento di affermazione personale e abbattimento delle barriere fisiche e immaginarie che escludono invece di includere: Caroline Cananzi (3E) è certa che lo sport possa abbattere ostacoli territoriali o fisici parlando un linguaggio universale e condivisibile, mentre Alessia Condolouci 4A coniuga lo sport a una lezione di vita educando a rispettare il prossimo e insegnando a essere onesti. Per Rosa Maria Barone 4B, sport è sinonimo assoluto di aggregazione e integrazione, inclusione di ogni tipo, partendo dalla scuola, mentre per Giulia Mangone 4A, lo sport è soprattutto valorizzazione, empatia e humanitas verso i diversamente abili e gli emarginati. Per Anita Lustri 4A è un ponte tra persone, tra cui gli immigrati o i rifugiati, mentre, Sofia sbaglia 4A ritiene che il connubio tra sport e integrazione può essere possibile solo se si investe collettivamente su strutture idonee e accessibili, per essere, come aggiunge Angel Tutino 4°, un bene comune, un principio di uguaglianza dove ogni diversità sia un punto di forza, e Pasquale Arruzzolo 4A conclude facendo appello alle politiche e ai programmi di sensibilizzazione contro ogni diversità. Dopo i saluti finali della coordinatrice del plesso Rosetta Messina, Ramondino, ricordando la lirica del poeta Costantino Kavafis, augura agli studenti di fare un buon viaggio verso “Itaca”, auspicando che sia lungo, fertile e ricco di esperienze.