Su Nature studi ricostruiscono l’albero evolutivo dello Zika


Un team composto dai maggiori genetisti attuali, Kristian Andersen, dello Scripps
Research Institute, a La Jolla,, Oliver Pybus, dell’università britannica di Oxford,
e Pardis Sabeti e Bronwyn MacInnis, del Broad Institute dell’università di Harvard
e del Massachusetts Institute of Technology (Mit), Marta Giovannetti, dell’università
di Roma Tor Vergata ha concluso un ambizioso progetto di ricerca: ricostruito l’albero
evolutivo del virus Zika. I tre studi, pubblicati su Nature, hanno rivelato il modo
in cui è nata l’epidemia in Brasile e come si è diffusa nelle Americhe. Gli scienziati
hanno analizzato il materiale genetico del virus, e potrebbe aiutare a migliorare
le risposte ai focolai futuri. Per i test sono state analizzate 200 sequenze genetiche
del virus, ottenute da oltre 1300 pazienti e dalla zanzara Aedes aegypti che lo trasmette.
L’infezione, ricorda Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, provoca febbre, dolori articolari e muscolari, ma soprattutto può causare
difetti nei neonati da madri infettate durante la gravidanza, tra cui la microcefalia,
collegata anche a danni al cervello. Per questo Zika è stato dichiarato “Emergenza
sanitaria” dall’Organizzazione mondiale della sanità. Studiando il materiale genetico
del virus i ricercatori hanno mostrato come i singoli virus si siano diffusi e come
siano correlati tra loro. Per esempio lo studio coordinato da Kristian Andersen,
dello Scripps Research Institute, a La Jolla, ha scoperto che a scatenare l’epidemia
in Florida lo scorso anno, non è stato un singolo episodio, ma sono state ben 4
‘invasioni’ del virus legate a viaggi nei Caraibi. I gruppi guidati da Oliver Pybus,
dell’università britannica di Oxford, e Pardis Sabeti e Bronwyn MacInnis, del Broad
Institute dell’università di Harvard e del Massachusetts Institute of Technology
(Mit), hanno invece ricostruito la diffusione del virus in Brasile e nelle Americhe,
e hanno scoperto che Zika era in circolazione nel Brasile nordorientale già alla
fine del 2013.