Il quarantanovenne taurianovese, lo scorso 5 marzo, veniva tratto in arresto dal personale della Stazione dei Carabinieri di Cittanova, alle direttive del Comandante M.llo Giuseppe Ciotola, i quali, a seguito di una perquisizione domiciliare, rinvenivano diverse armi comuni da sparo con relativo munizionamento, ovvero: due fucili da caccia calibro 20 e 28, entrambi con matricola abrasa, una pistola”Beretta” calibro 32 con matricola abrasa, una pistola “Beretta” FS (giocattolo) modificata artigianalmente con calcio in ferro e canna di fucile priva di matricola nonché, circa 144 cartucce di vario calibro. All’udienza di convalida, celebratasi in data 08.03.2016 innanzi al G.I.P. del Tribunale di Palmi, Dott. Carlo Alberto Indellicati, la difesa del Galluccio, rappresentata dall’avv. Vincenzo Gagliardi del Foro di Palmi, previo deposito di adeguata documentazione sanitaria, evidenziava come il grave e comprovato quadro clinico del suo assistito deponesse per una sua incompatibilità con il regime carcerario. All’esito della camera di consiglio, nonostante le puntuali argomentazioni difensive, il G.I.P, in accoglimento della richiesta formulata dal Pubblico Ministero, emetteva ordinanza applicativa della misura cautelare della detenzione in carcere. Proprio mentre veniva data esecuzione alla predetta ordinanza, il Galluccio, durante il tragitto verso la casa circondariale di Palmi, accusava un malore e, privo di sensi, veniva trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale di Polistena, dove si trova tutt’ora ricoverato. A seguito di tali fatti, il legale, presentava istanza di scarcerazione, riportandosi alle argomentazioni già rassegnate in udienza, ora supportate dalla relazione medica rilasciata dai sanitari del nosocomio di Polistena che, a riprova del fondamento della tesi difensiva inizialmente prospettata, conferma “…che le condizioni cliniche del Galluccio non sono in atto compatibili con il regime carcerario”. Nel tardo pomeriggio di sabato il G.I.P, in accoglimento della istanza avanzata dal difensore dell’indagato, disponeva la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere, con quella meno afflittiva della detenzione domiciliare.