di Claudio Maria Ciacci
La città di Catanzaro, come molte altre realtà, ha bisogno di un rinnovamento che passi attraverso un coinvolgimento attivo dei giovani nelle dinamiche politiche e sociali. È fondamentale che gli studenti, in quanto futuri protagonisti della società, si facciano carico del loro ruolo civico, partecipando alla vita pubblica e politica della città. La nostra comunità ha bisogno della loro energia, delle loro idee e delle loro visioni innovative. Non possiamo permettere che l’indifferenza prevalga, soprattutto in un periodo storico in cui è necessario il contributo di tutti per costruire un futuro migliore. È il momento di agire, di uscire dalla passività e di contribuire in modo concreto al cambiamento.
Un altro tema cruciale riguarda il ruolo delle scuole come focolai di cultura e crescita. Rivolgo un accorato invito ai dirigenti scolastici affinché le scuole non siano solo istituzioni che impartiscono nozioni, ma veri e propri centri di aggregazione e di formazione civica. È imperativo che la scuola, in quanto luogo di educazione, sia anche un punto di riferimento per politiche che non siano improntate sulla percezione di un ideale, ma sulla realtà dei fatti. La realtà è che i ragazzi di oggi sono il futuro, e solo un’educazione che li formi non solo intellettualmente, ma anche umanamente, contribuirà alla creazione di una società migliore.
Nel caso specifico del Liceo Siciliani, realtà che io ben conosco, voglio fare un accorato appello alla dirigente affinché abbandoni certi comportamenti che non solo risultano superati, ma che danneggiano profondamente la qualità della vita scolastica. Il liceo non deve essere visto come una fortezza sorvegliata da forze dell’ordine, ma come un luogo di crescita e confronto. Gli studenti non sono ospiti nei loro licei, ma sono i veri proprietari e motore trainante dell’istituzione scolastica. L’atteggiamento di isolare gli studenti, impedendo di interagire liberamente tra di loro, non favorisce l’integrazione né il benessere collettivo. Non si tratta di essere la “mamma di tutti”, ma di essere una guida che promuova la libertà di pensiero, il rispetto reciproco e l’autonomia.
Chi comanda con paura non guida, ma imprigiona.
Infine, a taluni professori del Liceo Siciliani, vorrei rivolgere un invito a essere più liberi nei loro convincimenti e a mettersi in gioco come educatori. L’insegnamento non deve limitarsi alla trasmissione di contenuti, ma deve essere anche un’educazione alla libertà di pensiero, alla critica costruttiva e alla capacità di interrogarsi. Solo così possiamo formare cittadini consapevoli, capaci di affrontare le sfide del mondo contemporaneo.
Insegnare è piantare semi che cresceranno nei cuori e nelle menti.
In conclusione, la città di Catanzaro ha bisogno di giovani pronti a partecipare attivamente alla vita politica e sociale, di scuole che siano punti di riferimento autentici e di dirigenti scolastici e insegnanti che sappiano promuovere un ambiente libero, vivace e stimolante. È il momento di cambiare, di innovare, di agire.
Il mondo appartiene a chi osa, a chi si lancia nell’ignoto con la forza di un’idea.